mercoledì, maggio 10, 2006

FORSE HANNO RAGIONE I VECCHI MONARCHICI

Di Paolo Gambi

(Da La Voce di Romagna, 9 maggio 2006)

Vedendo i giochi biechi ed infidi, imbevuti di una politica rancida e putrefatta, che si stanno alternando fra le righe del poema che canta l’elezione del Presidente della Repubblica, una suggestione strana ed un po’ pazza mi viene alla mente, in un dormiveglia un po’ surreale: ma non è che alla fin fine hanno ragione i monarchici? Nel nostro sangue romagnolo non scorrono molti globuli di simpatia per i Savoia, ma il principio per cui non si può lasciare che sia la politica a scegliere il Capo dello Stato mi pare si incontri bene con un’altra componente globulare dello stesso sangue, ossia il buon senso anarchico. Per cui, salga al cielo un grido: abbasso la politica, e Dio salvi il Re!

Il Paese è spaccato tragicamente in due: quello che resta del blocco comunista, e quello che resta della cultura cattolica. È evidente che l’albero che sorge dall’universo comunista e social-democratico vuole imporre un proprio candidato di matrice comunista, compiendo quell’occupazione del potere in cui spicca per abilità, mentre l’alberello di matrice liberale e cattolica tenta flebilmente una mediazione per ottenere un candidato quanto più vicino possibile alla propria area. Non c’è quindi soluzione senza spaccatura del Paese. E verosimilmente ci sarà: se verrà eletto un candidato comunista, metà del Paese non potrà riconoscerlo né tantomeno apprezzarlo, anche se si trattasse di una persona umanamente stimabile come Napolitano. Se invece per ventura venisse eletto un candidato berlusconiano, quella rumorosa metà del paese che gravita intorno al sol dell’avvenire insorgerebbe clamorosamente riempiendo strade e piazze.

Ma in questo spazio onirico ci sia consentito proporre una soluzione che tanto non si avvererà mai, e che quindi rimarrà dubbiosamente incastrata nelle pieghe dei cervelli dei miei 5 lettori: rispolveriamo quella figura maestosa che ci viene dal nostro passato più remoto, che in altre situazioni tanto è riuscita ad adattarsi bene alla modernità: il Re. Il Re di certo non sarebbe il frutto marcio di un albero malato, quale la nostra politica oggi è. Il Re rappresenterebbe l’unità della nazione stando al di sopra delle schermaglie che ci dividono oggi peggio che ai tempi dei guelfi e dei ghibellini. Il Re, e la sua famiglia, sarebbero simbolicamente un punto fermo che non cambia al cambiare degli umori politici del popolo. Una figura di vera rappresentanza. Ma una domanda molto brutale subito si guadagna l’attenzione in questa agrodolce arringa monarchica: esiste una famiglia reale che rappresenti davvero l’Italia nella sua complessità geografica, storica ed ideologica; esiste davvero un candidato al trono italiano che porti su di sé l’intricato intreccio di differenze regionali, e comunali dello stivale? Fra i regnanti preunitari, non si trovano grandi soluzioni. I Savoia, si sa, rappresentano quel risorgimento anticattolico che non tutta Italia ha ben digerito. I Borboni verrebbero difficilmente accettati dalle industrie del nord. Il granduca di Toscana sarebbe simbolicamente debole. Il Papa non accetterebbe mai. Fra gli eredi dei tanti altri ducati e signorie che hanno fatto l’Italia non si trova un candidato con una forza sufficiente. Diventa quindi necessario trovare una famiglia ed un candidato che esca da questi schemi. Ed ecco che il sogno si tramuta in incubo allo scattare della logica italiana: la sinistra proporrebbe subito di mettere sul trono una cooperativa (iscritta a Legacoop), mentre, neanche a dirlo, l’altra campana suonerebbe per far sedere sul trono la famiglia Berlusconi. Ed ecco che, uscendo dallo spazio onirico che mi è stato concesso, l’amaro ritorno alla realtà non consola: l’unità dell’Italia è ancora tutta da fare…

Paolo Gambi

paologambi@lavocediromagna.com

postato da: PaoloGambi alle ore 15:04 | Permalink | commenti (17)
Commenti
#1   11 Maggio 2006 - 00:25
 
Con i re abbiamo fatto soltanto guerre

Fausto
utente anonimo

#2   11 Maggio 2006 - 13:30
 
a dire il vero non è precisa questa affermazione. Entrambe le guerre mondiali le abbiamo fatte sotto il medesimo Re (Vittorio Emanuele III), mentre i precedenti Savoia sono stati tuttalpiù coinvolti in guerricciole di minore entità. E comunque mi sembra che la tesi sia fallace. Gli Stati Uniti hanno fatto tante guerre, eppure hanno avuto solo presidenti. Che c'entrano i Re con le guerre?
utente anonimo

#3   12 Maggio 2006 - 00:36
 
Rimango sgomento... il precedente anonimo parla di "guerricciole di poca entità". Come se in fatto di omicidi abbiano valore solo i grandi numeri. Sono davvero sbigottito, quanta superficialità mascherata da colta filosofia... Vergogna.
Riguardo la democrazia, non ho detto che i presidenti non fanno la guerra, sicuramente governi eletti democraticamente risultano assai meno aggressivi di dittature e monarchie (vedi II guerra mondiale). Preferisco la democrazia alla monarchia, e se i monarchici avranno pure ragione, ma se la monarchia non è illuminata, come sempre succede, allora il benessere comune è lontano.

Fausto
utente anonimo

#4   12 Maggio 2006 - 03:35
 
qui giochiamo a non capirci... di re io ho parlato solo in riferimento alla rappresentatività, non certo al governo della nazione. non mi pare che la Spagna, o - God save the Queen! - l'Inghilterra non siano regimi democratici. Eppure la figura del monarca garantisce loro un'unità nazionale che noi possiamo ora solo sognare...
Paolo
utente anonimo

#5   17 Maggio 2006 - 15:53
 
Ha ragione Paolo... Una figura di base e riferimento ci deve essere per me in uno Stato... Altrimenti finiamo per non capirci e ogni governo fa a gara per essere meglio di quello precedente... e poi i risultati sono sempre scarsissimi... Non dico che il re debba governare da solo un paese, non stiamo parlando di una monarchia assoluta ma di un regime democratico.
Antonio
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente AntoFazio

#6   19 Maggio 2006 - 09:54
 
caro paolo, mi fa piacere notare che molti italiani cominciano ad apprezzare la monarchia.
Se si vuole un capo di stato davvero superpartes, l'unico modo è avere un Re, tutti i presidenti della repubblica sono politici scelti dai partiti che devono ringraziare coloro che lo votano.

per Fausto
Non so come fai a dire che i re hanno fatto soltanto guerre.
L'Italia entrò in guerra grazie mussolini (repubblicano), ed inoltre come si può dimenticare che l'unità d'italia fu realizzata grazie a Casa Savoia?

W il Re
W l'italia
utente anonimo

#7   22 Maggio 2006 - 18:05
 
Condivido: W IL RE- Federico
utente anonimo

#8   23 Maggio 2006 - 00:33
 
Mussolini ha fatto quel che ha fatto perche Vittorio Emanuele III se l'è fatta sotto, come quando è scappato a Brindisi lasciando Roma in balia di sè stessa. L'italia l'ha fatta un re, tanti altri re volevano che restasse divisa, non per nulla è occorsa un'operazione militare. Tra l'altro organizzata da uno dei più grandi eroi di tutti i tempi.Giuseppe Garibaldi. Cavour e i Savioia no hanno fatto altro che aspettare come gatte morte, per poi correre a Teano prima che l'impavido Giuseppe facesse cose sconvenientemente non diplomatiche (come l'invasione del Lazio). Non ho detto che le repubbliche non fanno guerre, la stiamo facendo pure noi, anche se si dice di no, è il solito pezzo di carta che dice "missione di pace" e che quindi cambi le carte in tavola. Dicevo solo che i re, i regimi monarchici e le dittature hanno in passato sempre portato alla guerra, sia verso altri paedi, vedi Saddam, Iran, Giappone, Italia (in Etiopia, per intenderci) sia nel proprio paese, come Nepal, Messico. Se vi piace la monarchi, bene, però cari anonimo e Federico, ricordate che i re sono sempre i primi a scappare dalla barca che affonda, e a sferrare la pugnalata alle spalle (vedi Carlo Alberto di Savoia, visto che avete a cuore l'unità d'Italia)

Fausto
utente anonimo

#9   25 Maggio 2006 - 17:15
 
caro fausto, mussolini andò al potere non perchè il Re ebbe paura, ma perchè il parlamento votò in massa il governo mussolini.
In una monarchia costituzionale il Re non può fare altro che rispettare la volontà parlamentare.
Inoltre affermare che il Re e cavour non fecero alro che approfittare della situazione vuol dire non conoscere la storia.

Per quanto riguarda le guerre poi, l'hanno fatti tutti re, presidenti, dittatori, insomma tutti gli uomini.

ciao
monarchico
utente anonimo

#10   26 Maggio 2006 - 02:25
 
Nell'ottobre del 1922 non vi furono votazioni in parlamento, vi fu una passeggiata (passata alla storia col nome di "Marcia su Roma") dove in quell'occasione Mussolini chiese di formare il nuovo governo. Fu Vittorio Emanuele Basso che qualche giorno dopo gli diede l'investitura ufficiale. Non avrebbe forse dovuto, avrebbe dovuto scegliere la strada della democrazia... Vero è che la classe politica del tempo era debole. Vero anche che se l'è fatta sotto dalla paura che Roma venisse messa a ferro e fuoco. Riguardo l'unità d'Italia, non conoscendo la storia, invito il monarchico (o Paolo se ne condivide il pensiero) a spiegarmi com'è andata col Cavour e tutto il resto. Comunque ribadisco che le guerre le fanno gli uomini, presidenti e re, ma non credo che i re abbiano sempre l'acume che il ruolo richiede, ne tantomeno sono votati alla pace e alla fratellanza come lo è in genere una democrazia.

Fausto
utente anonimo

#11   07 Luglio 2006 - 10:49
 
Mussolini fu sì nominato dal Re in maniera che qualcuno potrebbe dire "strana", ma poi andò in Parlamento ed ebbe la fiducia della maggioranza, anche perchè aveva solo 22 deputati su oltre 500 !!
utente anonimo

#12   29 Marzo 2007 - 20:30
 
sono perfettamente d'accordo con i monarchici ormai in italia i fascisti,cattolici,monarchici,oh persone di destra pensano che sia meglio un re non una repubblica
utente anonimo

#13   05 Gennaio 2008 - 15:14
 
ma datevi una ripigliata che il vostro re ha sparato a un ragazzo, è un puttaniere indagato dalla legge italiana e suo figlio con una bambina a casa si propone ubriaco davanti a due bionde tocchignandole tutte.....pagliacci.....
utente anonimo

#14   06 Marzo 2008 - 15:22
 
"il nostro Re" (Vittorio Emanuele), come lo definisci tu non è Re, grazie al cielo e non è nostro, almeno per gran parte dei monarchici.
il nostro Re, grazie al cielo e alla lungimiranza di Sua Maestà Re Umberto, sarebbe in circostanze ben diverse S.A.R. Duca di Savoia Amedeo D'Aosta. Quest'ultimo ha il profilo, la preparazione, l'educazione e l'impegni degni di un tale ruolo.
Purtroppo al "il nostro Re" (Vittorio Emanuele), come lo definisci tu, tali caratteristiche sono mancate per diverse ragioni.
Io sono convinto che Amedeo sarebbe un validissimo Sovrano e che l'Italia avrebbe bisogno di tanti cambi, forse questo però non sarebbe il primo in ordine di tempo da attuare, e lo dico da monarchico convinto.
Per quanto riguarda Vittorio Emanuele e suo figlio sono riusciti a dilapidare (ed a indebitarsi) in pochi anni il patrimonio di immagine di una famiglia che sarà rivalutata.
Gli errori che la storia contesta ad esempio a Vittorio Emanuele III verranno rivisti: i suoi atti sono stati compiuti nel pieno rispetto dello statuto, ha sempre cercato di pensare al bene della nazione, difendendone anche l'ultimo lembo legittimo e libero, le infami leggi raziali sono state firmate sotto scacco e minaccia (non dimenticate che Mussolini mise bocca sulla successione) e nonostante questo Sua Maestà ha impedito centinai di arresti e il suo primo atto nel Regno del Sud fu il ritiro delle infami leggi, questo tutti lo scordano.


Paolo

Paolo
utente anonimo

#15   10 Marzo 2008 - 00:01
 
... a dire il vero io sono tanto pro Amedeo quanto te. Non mi pare di aver scritto nulla in contrario peraltro. Basta leggere il mio libro "i vip parlano di Dio", dove ho intervistato proprio SAR Amedeo...
utente anonimo

#16   10 Marzo 2008 - 15:08
 
.....e allora ti chiedo di accettare le mie scuse, dal tuo commento "acceso" ho dedotto fossi un critico dell'istituzione a prescindere dal pretendente.


Paolo

ps
mosso dalla curiosità ho dato un'occhiata al tuo sito)
utente anonimo

#17   10 Marzo 2008 - 16:35
 
... figuriamoci, scuse accettate. grazie per la visita, continuiamo a scrivere!
utente anonimo

Commenti

categoria:politica, satira